I robot che amano il punk?

I robot che amano il punk?

8 commenti su I robot che amano il punk?

Gli esseri umani e la musica. Ray Jackendoff nel libro “Linguaggio e Natura Umana” scrive che, come il linguaggio, l’ascolto della musica è un’attività esclusivamente umana [non tutti sono d’accordo, ma non è su questo che voglio soffermarmi adesso]. La capacità degli esseri umani di dare un senso alla musica deriva dal fatto di avere in testa (nel cervello) un repertorio di modelli musicali (patterns, che compongono la grammatica mentale della musica), che si usano per organizzare (decifrare/comprendere) la musica che capita di ascoltare.

I robot che riconoscono il punk.
Dal 3 al 5 Luglio si sono svolti all’ Institute of Contemporary Arts (ICA) una serie di concerti Neurotic, ai quali hanno partecipato tre spettatori particolari, i pogo-dancing robots: robot alti due metri, imbottiti e vestiti di pelle, programmati per riconoscere se una canzone è punk o no (in 30 secondi), e ballare più o meno intensamente in proporzione a quanto la percepiscono punk.

Come fanno i robot a riconoscere il punk? Per programmare i robot sono state usate delle reti neurali. Esse ripropongono la struttura di un cervello e sono capaci di riconoscere strutture (pattern, musicali in questo caso) negli stimoli provenienti dall’esterno (le canzoni). Alle reti neurali, infatti, sono state “fatte ascoltare” (sottoposte) canzoni di vari stili, in modo che distinguessero la musica in una serie di bande di frequenza, rappresentabili in una mappa (credo con con nodi, collegamenti e pesi). Ad uno specifico stile musicale, la rete neurale ha dovuto associare uno specifico pattern, usando il sistema dell’ “adaptive resonance theory”.[Solo per fare un esempio, le reti neurali sottoposte a diversi tipi di canzoni possono rilevare che le canzoni appartenenti allo stile1 usano prevalentemente bande di frequenza basse ma con picchi vicini, mentre quelle appartenenti alle stile2 usano altre bande di frequenza con picchi diversi … ecc.]. Una volta costruita la mappa, il robot che ascolta la musica dal vivo  come accaduto al concerto o anche solo una nuova canzone controlla la presenza in quella canzone dei pattern statisticamente presenti nelle canzoni che ha già ascoltato precedentemente e “comprende” a quale stile appartiene la canzone che sta ascoltando

Ma allora dov’è l’amore? Durante i concerti, i robot sono stati un attrattore importante dell’attenzione degli altri spettatori. Secondo il professore McOwan, della Queen Mary University, che ha partecipato alla costruzione dei robot, vedere il pogare felice dei robot al riconoscimento delle canzoni punk, può spingere gli esseri umani a credere i robot intelligenti e amanti del punk e per questo ad empatizzare con loro :-).

Però ora dopo tutte queste chiacchiere, guardatevi i robot all’opera.

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8 Comments

  1. Marcello  - luglio 14, 2008 - 4:16 pm

    Posso dire che mi sembra ‘na cosa delirante?

  2. naimaxx  - luglio 14, 2008 - 4:41 pm

    il post? o l’esperimento? 🙂

  3. Marcello  - luglio 16, 2008 - 4:54 pm

    L’esperimento… che poi per quanto si possa ripetere artificialmente la struttura biologica delle reti dei neuroni, la musica (di qualunque genere) resta una questione di anima…

  4. naimaxx  - luglio 16, 2008 - 8:07 pm

    Concordo 🙂

  5. Alessandro  - luglio 28, 2008 - 11:39 am

    già portano un sacco di gente a concerti dementi per il “colpo d’occhio” e l’eventuale contributo regionale dell’assessorato alla cultura di Poggiocaprino, se pure ci portano dei robotti che alle prime note dei Clash scrollano e pestano… beh, proverei anche con i Getatchew Mekuria (gruppo rock etiope)…

    Sandro (http://www.fotodiario2.it/)

  6. naimaxx  - luglio 29, 2008 - 6:59 am

    ma no 🙂 era un esperimento molto carino 🙂

  7. maspy  - maggio 13, 2009 - 10:54 am

    ahaah!! Eccoti! Avevo dimenticato del trasferimento su wordpress! In effetti anche io lo trovo più funzionale (sto mettendo insieme un piccolo book proprio qui)…ma si può trasferire tutto il blog da splinder?
    Un bacio da…capaccio!

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