Me lurker

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7 commenti su Me lurker

Qualche giorno fa, è stato il delurking day (adeguatamente celebrato qui). Antonio e Francesca volevano sapere cosa spinge i lurker a lurkare e se la richiesta a dei lurkers di rivelarsi anche per un solo giorno non nuoce alla fama di questi, creando un nonsense nel loro abituale agire.

Come già dicevo nel post celebrativo a me la parola lurker piace molto, io sono prevalentemente un lurker e ho parlato di questo fenomeno anche nella mia tesi, perciò vi rielaboro qui qualche pezzo della mia tesi, sperando di rispondere un po’ alle domande di Antonio e Francesca.

Spero solo che non sia di cattivo auspicio per questo neonato blog dedicare uno dei primi post ai lurker, finendo nel paradosso di lasciarlo prevalentemente senza commenti 😛

Un  elemento fondamentale per il successo di ogni comunità virtuale sono le persone che vi partecipano, però non tutte scelgono di contribuire attivamente: ci sono utenti, i lurker, che non commentano e non discutono mai, anche se visitano regolarmente la comunità e leggono tutte le opinioni e le discussioni presenti in essa.

Il lurking comporta la perdita di un’occasione per la creazione di nuova conoscenza e per la socializzazione nell’ambito delle community: molti lurker hanno opinioni, idee e informazioni di valore per la community. Le opinioni di queste persone sono importanti e si perde molto lasciando che restino passivi.

Se un punto di forza della comunicazione online è proprio la sua interattività, il fenomeno del lurking può essere visto come strano e in controtendenza: i lurker realizzano un tipo di partecipazione tipico dei media tradizionali (tv, radio, carta stampata), in cui il mezzo obbliga a forme di comunicazione unidirezionali e con un’audience passiva.

In base a questa analogia con i mezzi di comunicazione tradizionale, si potrebbero considerare i lurker come l’audience, volontariamente passiva, dei nuovi media. I media tradizionali senza un’audience di massa realizzerebbero una funzione incompleta, così i forum o i blog senza lurker non sarebbero un fenomeno di comunicazione completo.

In una community ben sviluppata con molti partecipanti, ogni ulteriore contribuito potrebbe essere distruttivo piuttosto che costruttivo: penso al caso, probabilmente paradossale, in cui una diffusione della partecipazione attiva, forzata artificialmente, infatti, darebbe come risultato solo l’information overload e non apporterebbe un miglioramento alla qualità del contenuto della community.

Nonnecke e Preece (uno dei vari articoli sui lurker è disponibile qui) hanno intervistato molti lurker e hanno classificato i motivi che li spingono a tenere il loro comportamento:

(sembra un elenco puntato una è solo un paragrafo schematizzato) :

 – alcune persone non partecipano attivamente solo perchè non amano farlo, (per esempio per tutelare la loro privacy);

– oppure perchè non hanno niente da dire;

– Altri non partecipano immediatamente perchè vogliono apprendere i modi di fare della community: osservando il comportamento dei membri attivi, i lurker diventano familiari con il contenuto e lo stile della community e possono sentire di appartenere ad essa prima di iniziare ad interagire attivamente;

– Un’altra motivazione, specialmente per il lurking nelle community di supporto e di scambio di informazioni, è il free-riding, cioè l’uso della conoscenza dalla community senza partecipare alla sua produzione, perchè ad esempio non ne hanno le compentenze necessarie;

– Infine i lurker possono evitare di partecipare attivamente perchè temono una reazione brusca degli altri partecipanti verso il loro primo post. A conferma della plausibilità di quest’ultima motivazione: è stata individuata una correlazione tra una positiva prima esperienza di post e la seguente attiva partecipazione alla community.

A queste considerazioni vorrei aggiungere altri due commenti:

-[Information Overload] per poter partecipare attivamente ad una community c’è bisogno di un gran lavoro di “interpretazione” di quanto scritto dagli autori e quando questi contenuti sono tanti e complessi, è facile che chi legge non ha il tempo e gli stimoli per impegnarsi in questo lavoro e non approfondendo adeguatamente l’argomento di cui si discute non può commentare ed intervenire nella discussione (si è capito questa è la mia motivazione al lurking).

– [Capitale sociale] In questo quadro manca un elemento fondamentale per la partecipazione online: le relazioni tra gli utenti. Non me ne sono dimenticata, a breve preparerò un post specifico sulle relazioni sociali e il lurking.

La risposta alla domanda di Francesca secondo me è “dipende dal motivo per cui il lurker lurka”:

– il delurking day sarebbe un no.sense se si è scelto di non partecipare

– non è un no.sense se si lurka per mancanza di tempo o non si ha nulla da dire…

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7 Comments

  1. Franz  - gennaio 19, 2008 - 9:40 pm

    Il post è interessante e avrei voluto dir qualcosa di complesso sul ruolo attivo che hai concesso a me commentatrice, con un post-risposta alla mia domanda, in atisintesi con il target del lurkaggio descritto.
    Ma lurko.

    A volte mi capita di non partecipare, non tanto per timore di una risposta brusca, quanto di una partecipazione inutile: ovvero, la valenza del pubblicato è tale che, per quanto fortemente aderente alle mie idee al punto da spingermi a manifestare un’affinità, ho paura di scomparire in banalità e ripetizioni, perdendo occasioni di stima dall’autore con cui si è d’accordo. Appartengo un po’ alla quinta categoria.

  2. maspy  - gennaio 20, 2008 - 11:46 pm

    …posto carino…non sembra male wordpress…ma la fragolina blu non c’è??? 😉
    comunque imparo sempre tante cose interessanti leggendo i tuoi post…un bacio,maspy

  3. Nemolog  - gennaio 21, 2008 - 1:20 pm

    …finalmente riesco a trovare il tempo per leggere qualche tuo articolo e ne sono piacevolmente colpito! 😀

  4. Marcello  - gennaio 21, 2008 - 5:02 pm

    Ho letto, qua e là, molto interessante… specie la questione della vampirizzazione… Devo dire che più ci penso, più mi vengono in mente considerazioni a raffica, anche se all’Università di marketing ne ho studiato pochino. Però è vero, che certi sketch stanno ‘oscurando’ le caratteristiche del servizio… Meno complicata la questione quando il prodotto è ‘tangibile’: tutto sommato Bonolis e Laurenti non devono altro che dire che ‘il caffè è buono’, e infatti la loro
    ‘serie’ è una delle più riuscite… Ma già è più difficile distinguere tra iservizi pubblicizzati da
    DeSica (Tim), Aldo Giovanni e Giacomo (Wind) Fiorello / Mike
    (Infostrada) e Gattuso /Blasi e (prima) Totti (Vodafone)…
    O forse sono io che non so distinguere, perché mi accontento dei servizi che ho già, e quindi non ci presto attenzione…

  5. naimaxx  - gennaio 22, 2008 - 7:54 am

    Grazie a tutti per essere passati
    @Franz qui puoi dire e fare quello che vuoi, è impossibile stimarti di meno 😛
    @maspy come vedi la fragola blu c’è, nascosta da qualche parte, ma in generale è ancora tutto in constuzione su WP.
    @nemoblog anch’io ho appena scoperto il tuo blog 🙂
    @marcello … non ci avevo pensato a distinguere tra prodotti e servizi … devo pensarci un po’

  6. storie di tamarri  - gennaio 27, 2008 - 4:04 pm

    grazie per la delucidazione. il passo tratto dalla tua tesi è scritto veramente bene.

  7. […] Qui, parlando dei lurker avevo accennato all’importanza delle relazioni sociali nel determinare il comportamento attivo o passivo di un utente in una discussione online: cioè, oltre alla qualità del contenuto, è la relazione sociale esistente tra l’autore del blog e il visitatore a determinare il fatto che quel visitatore legga soltanto o partecipi anche attivamente alla conversazione lasciando dei commenti. […]

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