Facebook: Pagine, non Profili

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Caro bar, negozio (di scarpe o di qualunque altra cosa), movimento, partito, comitato, associazione locale, istituzione pubblica, insomma qualunque cosa diversa da un individuo con un profilo su Facebook, sappi che stai usando male Facebook.

Perché mai? Perchè se il profilo non si si riferisce/parla di una persona è contro le regole di Facebook. Nel centro assistenza di Facebook si legge che:

Facebook è una comunità in cui le persone usano le proprie identità reali. Tutti devono fornire i propri nomi reali, in modo che ogni utente sappia con chi si sta connettendo.

Facebook sembra molto restrittivo quando parla della policy dei nomi: ci chiede di usare nome e cognome identici a quelli riportati su un documento con valore legale e di non usare numeri, lettere di alfabeti stranieri, segni di punteggiatura, nè titoli onorifici o professionali. Ci consiglia anche di creare una pagina o un gruppo per avere una presenza professionale sul social network:

Se desideri una presenza professionale su Facebook (es.: La terza elementare di Mario Rossi), ti consigliamo di creare una Pagina o un gruppo, che ti consentirà di connetterti con il pubblico giusto e mantenere la tua vita professionale separata da quella privata.

Alla base della scelta su chi può aprire un profilo personale ci sono dei motivi pratici, cerco di scriverne qualcuno:

  • Con i profili si ha un rapporto paritario tra gli amici: io vedo cosa pubblica il mio amico, l’amico vede cosa pubblico io. Mentre con le pagine la posizione dell’utente è più protetta: l’utente vede cosa pubblica la pagina, il gestore della pagina non vede cosa pubblica l’utente. Questo dovrebbe essere un motivo che favorisce gli utenti a mettere più a cuor leggero i like sulle pagine, perchè evita che i gestori delle pagine abbiano accesso a tante delle proprie informazioni. Pensaci quando accetti l’amicizia di un “brand/negozio/comitato…”
  • Analizzare i dati: le pagine hanno a disposizione i dati (sapere da dove vengono gli utenti, quanti utenti hanno visto un post, ecc) cose che non è necessario sapere nei riguardi degli amici. In ogni caso questo non è un punto a sfavore delle pagine perchè le metriche che Facebook offre sono decisamente ridotte rispetto a quelle salvate da un qualsiasi sito web quando lo si visita
  • Visibilità: magari a molti non interesserà, ma per le pagine si può fare pubblicità e non per i profili (ora ci sono i promoted post ma non è la stessa cosa). Inoltre le pagine vengono indicizzate meglio dai motori di ricerca rispetto ai profili (per i quali si può decidere che non siano indicizzati. Se vuoi sapere come fare clicca qui)
  • Limite dei fan: sii ottimista! se scegli il profilo utente per il tuo negozio/movimento/ecc… vuol dire che non ti aspetti di avere più di 5.000 fan … e perchè mai con un milione di utenti di Facebook, vorresti accontentarti solo di 5.000 amici?
  • “Non voglio essere amico del mio burro” – “Perchè il gelato mi chiede l’amicizia su Facebook?” – “Ciao detersivo”:  infine c’è un ultimo punto, ancora molto vago nella mia mente, ma sento che esiste … ma tu te la senti di essere amico di un negozio di scarpe, non dico del proprietario o della commessa del negozio, ma del negozio in sé? Io direi di no. Certo si parla del cambiamento dell’amicizia ai tempi di Facebook, ma tra questo e definirsi amico di un prodotto, un negozio, un’azienda e simili, ce ne passa.

Lo so, non sono stata molto convincente, però Facebook funziona così … per ora, quindi:

se non sei un essere umano (suona molto male dirlo così, ma tant’è), non aprire una profilo, ma una pagina (seguendo questo link)

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