Sono gli amici quelli che commentano di più nei blog?

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7 commenti su Sono gli amici quelli che commentano di più nei blog?

Capitale sociale e lurker

Qui, parlando dei lurker avevo accennato all’importanza delle relazioni sociali nel determinare il comportamento attivo o passivo di un utente in una discussione online: cioè, oltre alla qualità del contenuto, è la relazione sociale esistente tra l’autore del blog e il visitatore a determinare il fatto che quel visitatore legga soltanto o partecipi anche attivamente alla conversazione lasciando dei commenti.

A questo proposito vi ricopio/riscrivo qui un po’ di cose che avevo inserito in un paragrafo della tesi dal titolo “lurker e capitale sociale”.

Che cos’è il capitale sociale?

-Secondo Bordieu il capitale sociale è “l’insieme delle risorse attuali e potenziali che sono legate al possesso di una rete durevole di relazioni più o meno istituzionalizzate di mutua conoscenza o riconoscimento” .

– Putnam invece lo definisce come le “norme e la fiducia che nelle organizzazioni sociali, come i network, facilitano la coordinazione e la cooperazione tra i partecipanti affinché ottengano mutui benefici”.

– Il capitale sociale è il valore che la connessione tra le persone nella community porta sia al singolo partecipante che all’intera community.

Il classico esempio di applicazione di capitale sociale è stato fatto da Putnam a proposito del Rotary Club, dove i membri contribuiscono alla community e ne ottengono dei benefici. Il capitale sociale infatti può essere utile in molte attività, come trovare un lavoro o fare una petizione per il rispetto dei diritti umani: obiettivi che si potrebbero raggiungere rispettivamente attraverso Linkedin e Facebook.

La possibilità di applicare il concetto di capitale sociale all’online porta alla definizione del capitale sociale virtuale come l’insieme delle caratteristiche del social network, risultanti delle attività di una comunità virtuale, che conducono allo sviluppo di norme sociali comuni e regole che assistono la cooperazione per ottenere mutui benefici.

Da un punto di vista personale il capitale sociale virtuale, invece, indica il livello al quale una persona è coinvolta nella comunità virtuale.  

Come si crea il capitale sociale virtuale?

Il capitale sociale virtuale si crea quando alcune norme ed abitudini culturali diventano il normale modo di fare degli utenti più attivi e di quelli che spendono molto tempo nella community, che creano il discorso. Sono necessari alcuni post e contenuti di buona qualità prima che una community possa iniziare ad acquisire capitale sociale, perché solo i messaggi interessanti promuovono la community e incoraggiano gli utenti a scrivere ulteriori post o commenti. Inoltre i visitatori per acquisire capitale sociale devono socializzare con i partecipanti attivi della community, interagendo con loro.

Un altro tipo di capitale: il capitale culturale
Bourdieu definisce il capitale culturale come: la conoscenza che permette ad un individuo di interpretare vari codici culturali e afferma che, come il capitale economico, non è ugualmente distribuito tra le classi sociali. Inoltre l’autore sostiene che il capitale culturale può influenzare il modo in cui una persona si posiziona nella società, il suo livello di attività in una community e la sua decisione di iniziare a partecipare attivamente.
Il capitale culturale virtuale, pertanto, può essere definito come la conoscenza a cui giunge una persona leggendo gli interventi della comunità virtuale.

Cosa c’entrano i lurker?

Un lurker che legge per molto tempo i messaggi di una community acquisisce capitale culturale perchè apprende il modo di fare e lo stile della specifica community. Questo utente, pertanto, sarà in grado di capire bene i codici usati e potrà trarre vantaggi dalla conoscenza prodotta nella comunità virtuale che frequenta. Gli utenti, anche solo leggendo i discorsi della community, familiarizzano con la sua cultura e hanno buone probabilità di diventare partecipanti attivi.

Rafaeli et al. (2004 pdf), analizzando vari tipi di comunità virtuali, hanno ipotizzato e dimostrato che:
  • il capitale sociale virtuale è correlato positivamente con il livello di attività degli utenti della community,
  • ma all’aumentare dei post i livelli di attività degli utenti non sono più correlati con il capitale sociale virtuale,
  • Il capitale sociale virtuale è correlato positivamente con la decisione dei lurker di diventare attivi partecipanti alla discussione
  • più a lungo un utente resta un lurker, più le possibilità per il suo de-lurking diminuiscono. Questo si può spiegare in base al fatto che un utente per partecipare attivamente deve investire tempo nel leggere ed apprendere le caratteristiche della community. Gli utenti, che si impegnano ad apprendere il modo di fare della community non appena vi entrano in contatto, sono i migliori candidati a diventare partecipanti attivi, altrimenti è facile che restino dei lurker per molto tempo.

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7 Comments

  1. Marcello  - febbraio 8, 2008 - 5:41 pm

    Nel mio caso, no: i miei amici sanno che ho un blog, ma raramente lasciano commenti, anche perché loro non hanno un blog.

  2. Alberto Cottica  - febbraio 9, 2008 - 11:14 am

    Buongiorno, ti leggo per la prima volta. Bel post, rigoroso e argomentato. Ma perché parli di capitale sociale (o culturale) “virtuale”? Non c’è proprio niente di virtuale: se io e te partecipiamo a una community online e finiamo per sviluppare rapporti di fiducia reciproci, la fiducia è reale, mica virtuale. Quindi quello è capitale sociale, punto. Stesso discorso per il capitale culturale.

  3. naimaxx  - febbraio 9, 2008 - 11:37 am

    @marcello: adesso mi fai pensare ad un’altra questione, solo (o prevalentemente) chi ha un blog commenta?

    @alberto: le definizioni di capitale sociale/culturale virtuale le ho trovate negli articoli che ho usato come bibliografia e le ho lasciate solo per sottolineare la “diversità del mezzo di interazione”. Anch’io sono convintissima della “realtà” delle relazioni che si creano online. grazie della visita!

  4. Marcello  - febbraio 10, 2008 - 11:43 am

    E’una considerazione che ho fatto anche io… Chiaramente, chi ha un blog ne commenta più facilmente altri, in particolare, della stessa piattaforma: almeno nel mio caso, la maggior parte dei blog che visito e commento sta su Splinder, perché li raggiungo in maniera più immediata.
    Quando non avevo un blog, non credo di avere mai lasciato commenti (un paio forse): mi sono cominciato a interessare agli altri quando ho aperto il mio, e suppongo che ciò avvenga in molti altri casi.
    Trai miei amici ‘di prima che avessi un blog’, uno solo poi ne ha aperto uno, e ci scambiamo ogni tanto i commenti. Gli raramente visitano il blog e lasciano commenti, perché tutto sommato ci sono altri canali di comunicazione (mail cellulari ecc…). Quindi alla fine nel mio caso il blog è più uno strumento di comunicazione /costruzione di rapporti di consuetudine – conoscenza – amicizia con altri bloggher (quindi nel mio caso di nuovi contatti) che non un ulteriore canale di comunicazione con le amicizie già in essere… Un pò contorto, ma credo di essere stato utile a delineare una ‘casistica’….

  5. Yaz Okulu  - marzo 28, 2008 - 10:30 pm

    hello everybody. my Italian is not good but it seems like a very nice web site. thanks

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