Tensorflow: il machine learning di Google diventa open source

Tensorflow: il machine learning di Google diventa open source

Tensorflow: il machine learning di Google diventa open source

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Il 9 novembre del 2015 il sistema più avanzato di machine learning, Tensorflow, creato e usato da Google nelle sue maggiori applicazioni, è diventato liberamente accessibile.

Perché è una notizia importante?

  • Il machine learning trova applicazione in numerosi settori, dove permette ai computer di realizzare compiti che gli esseri umani compiono più o meno istintivamente (es. riconoscere le figure, il linguaggio parlato) e aiuta gestire grandi quantità di dati
  • Google ha il più avanzato sistema di machine learning attualmente esistente, qualcuno dice che Google è avanti 6/7 anni rispetto alla concorrenza. E voi quante volte siete rimasti positivamente sorpresi da come un’applicazione di Google ha riconosciuto quello che le stavate dicendo, ha etichettato correttamente le vostre foto, ha trovato una pagina web che ha illuminato la vostra ricerca? (si, certo, ci sono ancora molti casi in cui non funziona bene).
  • Adesso chiunque può usare il sistema di machine learning di Google, (proprio lo stesso che usa Google), per la creazione di nuovi prodotti e applicazioni.

Che cos’è Tensorflow?

TensorFlow è una library di software con porzioni di reti neurali e strumenti che permettono di adattare facilmente il codice alle esigenze di ciascuno. Tensorflow è così flessibile da poter funzionare sia su più recenti computer che sugli smatphone dalla potenza di calcolo più ridotta.

Perchè Google ha rilasciato il suo miglior prodotto?

Google vuole creare uno standard per lo scambio di idee sul machine learning in modo che sia più facile introdurre il machine learning nei prodotti/servizi che lo richiedono.

Come ci dice Mark Bergen, analogamente a quanto avvenuto per Android, “il fatto che molte più persone cominceranno a usare il sistema di Google per fare progetti di machine learning, darà a Google più controllo in questo campo in crescita”.

Inoltre, come leggiamo su Venture Beat, Google potrà beneficiare del miglioramento del codice da parte della comunità scientifica anche per i suoi prodotti.

Solo il software, non i dati.

Come spiegano Wired e Forbes, Google, rendendo open source Tensorflow, ha solo confermato che nell’ambito dell’Intelligenza Artificiale e più nello specifico del machine learning, il vero valore sono i dati, non il software o gli algoritmi.

Le reti neurali per ottenere modelli di valore hanno bisogno di grandi quantità di dati e Google, che ha a disposizione i dati delle nostre ricerche e quelli di tante altre applicazioni, ha reso open source un importante pezzo del suo motore di IA, ma non rilascerà mai i suoi dati.

Anzi dall’apertura di Tensorflow si aspetta che il suo software sia testato su altri datset, magari proprietari, ed evolva.

 

 

 

 

 

 

 

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